Azienda

Grazie – o a colpa di un guasto alla nostra macchina un venerdì sera ad Alba, siamo oggi qui per scrivere questa storia.

La prima volta che vedemmo quella che diventò poi la nostra Cascina Reale era il 1° Maggio 1999 e ce ne innamorammo subito.

I primi problemi iniziarono però a sorgere fin da subito, appena dopo aver acquistato l’immobile. Pochi giorni dopo aver infatti firmato il contratto, il terreno su cui sorgeva la casa veniva dichiarato a rischio frana, per cui diventò impossibile per noi partire con i lavori di ristrutturazione della cascina e del tetto.

Era infatti diventato necessario attendere il nuovo piano regolatore di Sinio, un processo che, adesso lo sappiamo, si sarebbe protratto per anni.

I terreni prima di essere coltivati
I terreni prima di essere coltivati

Senza demordere, ci dedicammo fin da subito alle attività di realizzazione dei vigneti: i terreni erano infatti tutti messi a prato e a bosco e richiedevano quindi molto lavoro per diventare coltivabili.

Com’era una volta

Le Vigne e il Vino

Lavori nelle Vigne

In base alle analisi del terreno, abbiamo individuato gli appezzamenti migliori per i diversi tipi di vino e abbiamo personalmente selezionato le diverse varietà da piantare per ottenere un vino davvero speciale.

Dopo aver selezionato terreni e vitigni, nel 2001 abbiamo iniziato i lavori di scasso per posare di drenaggi della vigna di Dolcetto, e nel 2003 abbiamo piantato 5326 barbatelle, raccogliendone i primi frutti nel 2006.

Sempre nel 2003 abbiamo eseguito gli scassi per la vigna dei Nebbioli, piantando 5251 barbatelle l’anno successivo.

Nel 2004 abbiamo terminato l’opera con gli scassi per la vigna di Barbera, riuscendo a popolarla con 3339 barbatelle nel 2005. I lavori di scasso per la vigna di Barbera sono stati particolarmente laboriosi, in quanto era necessario “tagliare” la collina per circa 24 metri.

Questo bricco, in precedenza raggiungibile solo a piedi o con il cavallo, adesso è diventato un punto panoramico straordinario, da cui è possibile godere di una vista a 360 gradi sulle colline circostanti. In questo punto abbiamo anche piantato 111 noccioli di “tonda gentile” e diverse altre piante da frutta: mele, pere, pesche, nespole, prugne svizzere, ciliegi, melograni, castagne e kiwi.

La resa delle uve nella nostra cascina si attesta a circa 31.700 bottiglie, ripartite fra Dolcetto d’Alba (11.500), Barbera d’Alba (8.400) e Nebbiolo d’Alba (11.800): al momento vendiamo la maggior parte delle uve a cantine selezionate, e ne vinifichiamo in proprio solo una piccola parte.

Le Nocciole

Un’altra parte importante della nostra produzione sono le nocciole. Abbiamo in tutto circa 700 piante alte fino a 8 metri che producono una media di 4.000 – 6.000 Kg all’anno.

La produzione viene venduta completamente all’ingrosso alle aziende locali che si occupano di trasformarla (come la Ferrero di Alba).

I Massi

Uno degli aspetti delle nostre vigne, che si estendono sulla strada fra Sinio e Montelupo, sono i Massi.

Queste grosse pietre provengono dalla Svizzera e hanno per noi una duplice funzione: sono un ricordo, ma al tempo stesso un modo per proteggere le vigne: sulla strada, molto stretta, le macchine passavano molto veloci.

Da quando ci sono i massi tutti vanno più piano.

Ognuna di queste pietre ha una targhetta con indicata l’origine.

L’orto

Meloni
Meloni

Oltre alle nocciole e all’uva, abbiamo anche un grande orto (2.000 metri quadrati), dove produciamo in modo naturale vari ortaggi: erbette e verdura, pomodori maturati in modo speciale, apposta per fare il sugo, diverse insalate, zucchine e melanzane, carote, diverse qualità di melone, angurie, cipolle, aglio, finocchio, fragole, lamponi, rabarbaro, asparagi, diverse qualità di fagioli quali borlotti, bianchi, fiagiolini. E poi ancora carciofi, il cavolo cappuccio e quello rosso, broccoli e cavolfiori.

Abbiamo inoltre una parte speciale dedicata ai gusti:; basilico, timo, maggiorana, rosmarino, erba San Giovanni, melissa, menta, prezzemolo, estragone.

Questi prodotti sono acquistabili direttamente in azienda.

Mais Otto File

Recentemente abbiamo anche iniziato a produrre mais “otto file”, una qualità particolare di mais che ha solo otto file di chicchi sulla pannocchia, particolarmente pregiata . Chiamata anche “melia du Re” (il mais del Re) perché particolarmente apprezzato da Re Vittorio Emanuele II, l’otto file è una varietà autoctona della zona astigiana, con proprietà organolettiche uniche, dovute ai terreni particolari su cui viene coltivato.

La semina va eseguita a mano: una pianta ogni 20 centimetri, e 90 centimetri fra una fila e l’altra.

Le piante possono diventare alte fino a 4 metri, e ognuna può portare una o due pannocchie. Una volta che il mais è maturo, apriamo le pannocchie e le lasciamo ancora a maturare vicino alla pianta per circa 2 settimane.

Dopo la raccolta, sgraniamo il mais a mano, in modo da lasciare i chicchi interi. Dopo un periodo ad asciugare, portiamo il prodotto in un mulino che da 100 anni macina a pietra la farina.

Dopo averla analizzata, la farina per polenta viene insacchettata in porzioni per 4 persone, e viene venduta sia in azienda sia ad alcuni negozi specializzati.